Sport o finanza?

Ma quando parliamo di Monte Paschi di Siena parliamo di sport o di finanza? La finanza dovrebbe stare fuori dallo sport…

Nello sport esiste il modello perfetto, è la banca Mps». Parole di Marco Boglione, il signor Robe di Kappa. Modello che la banca italiana ha alimentato nel calcio e soprattutto nel basket. Risultati? Final Four di Eurolega ad un passo e dominio incontrastato in Italia da ormai 5 anni. Per il calcio invece una promozione in serie A dietro l’angolo e un progetto per il nuovo stadio, in una cittadina che è un’isola felice.

Numeri, risultati e progetti che fanno parlare di «modello Siena». Con una banca che ha scelto di investire sul territorio e ha usato lo sport come trait d’union con i correntisti. «Per noi è un veicolo promozionale, i ritorni sono più che soddisfacenti – spiega David Rossi, responsabile della comunicazione del Gruppo Mps -. Gli equivalenti pubblicitari sono maggiori degli investimenti». Ma come si articola il rapporto con i club sotto «l’ala protettrice» della Mps? Nel calcio Massimo Mezzaroma, presidente del Siena da poco più di un anno, ha ottimizzato le risorse messe a disposizione dall’Istituto. «Mps ci dà una buona sponsorizzazione, il 25% del budget complessivo, il resto lo metto io. E se ci sono perdite sono le mie», ha spiegato. Così, dopo le difficoltà degli anni scorsi si è tornati nelle condizioni di puntare in alto. La squadra affidata ad Antonio Conte è seconda e vicinissima al grande salto. «La Banca è un po’ il garante di tutto ciò che accade in città – spiega Mezzaroma -. Ma in questo Siena è unica: in Italia nessuno è abituato a correre in una staffetta 4×100, tutti vanno solo per lo sprint personale. A Siena no: Banca, Comune, privati hanno un senso d’appartenenza che altrove non esiste».

Nel basket il progetto è ancora più rilevante: la Mens Sana è diventata uno degli esempi più floridi da seguire in Europa, inanellando successi e riconoscimenti. Negli anni proprio Ferdinando Minucci, presidente e «ideatore» di questo ciclo, ha saputo aspettare, costruendo una realtà inavvicinabile per l’attuale pallacanestro italiana. Con scelte e investimenti mirati. Dimostrando però che i soldi non sono tutto, ma vanno saputi spendere. Lui, rispetto a Mezzaroma, è amministratore delle risorse messe a disposizione dall’Istituto, anche qui partecipe con una fetta significativa del budget stagionale. Ma senza intromissioni nelle scelte: «Mps è sponsor e si ferma lì. Da noi vuole un ritorno di immagine e risultati», precisa Minucci. E stasera (alle 21 su Sportitalia) la squadra del cittì Pianigiani si giocherà l’accesso alla Final Four di Eurolega contro la corazzata Olympiacos. «Non ci pensiamo adesso. Per ora ci accontentiamo di una stagione straordinaria, in cui siamo ripartiti da zero. Per noi la Mps è indispensabile, è la benzina del progetto, ci mette nelle condizioni di programmare senza l’ansia dell’immediato. La nostra particolarità è che siamo una public company con circa 3000 soci, fra cui il Comune, il Consiglio e anche il sottoscritto. Il proprietario di tutto questo invece è proprio la città di Siena, il filo che ci unisce».

Ma il «modello Montepaschi» è esportabile? Risponde Minucci: «Lo è, perché alla base di tutto oltre ai soldi della banca ci sono idee e persone. La nostra unicità è che siamo tutti di Siena e sentiamo l’appartenenza al territorio. Spirito che contagia anche i giocatori che spesso lontano da qui non fanno così bene».

Sport o finanza?ultima modifica: 2011-03-31T17:54:18+02:00da sport066
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